È quasi primavera …

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Tanta luce, tanta stanchezza
L’astenia primaverile è provocata dalla necessità di riadattarsi a condizioni ambientali rinnovate come l’intensità e durata della luce su cui influisce la reintroduzione dell’ora legale e il rialzo della temperatura che può anche essere piuttosto brusco. Il nostro cervello, a partire dall’epifisi (ghiandola pineale), reagisce a questi stimoli modificando intensità e periodicità del rilascio di sostanze che regolano la cronofisiologia dell’organismo. A cascata, queste sollecitazioni coinvolgono il sistema limbico, l’ipotalamo e l’ipofisi e tutto ciò comporta cambiamenti anche sensibili nelle funzioni endocrine e immunitarie.
Si può quindi parlare a tutti gli effetti di stress (sovraccarico allostatico) stagionale che, a seconda delle caratteristiche individuali, può essere risolto molto rapidamente oppure trascinato per lunghi periodi con un’alternanza di disagi e disturbi.
Per favorire una transizione meno traumatica e per poter meglio apprezzare le bellezze della stagione primaverile si può ricorrere ad alcuni aiuti.
Nel passaggio stagionale è di cruciale importanza regolare le funzioni intestinali che subiscono le perturbazioni di riassetto cronofisiologico e che influiscono retroattivamente sui sistemi di controllo immunitari, endocrini e neurali.
Inoltre, come afferma la saggezza popolare “è il tempo delle pulizie pasquali: fuori e dentro”, quindi della depurazione e della detossificazione.
Per rispondere con efficienza al sovraccarico allostatico, si può ricorrere agli adattogeni.
Vi sono adattogeni, ciascuno particolarmente adatto ai diversi tipi di vulnerabilità individuale come Astragalus membranaceus, Eleuterococcus senticosus, Panax ginseng, Gynostemma pentaphyllum, Rhodiola rosea, Schisandra chinensis e Withania somnifera, cui si aggiungono piante con un’azione tonica a specificità differenziata (Guaranà, Maca, Noni, Papaya fermentata, Polygonum multiflorum e Spirulina).
A proposito di drenaggio vale la pena di pensare anche agli oli essenziali. Stimolare la depurazione e il drenaggio dell’organismo con il naso? Si può fare…
In realtà, la pratica dell’aromaterapia ha individuato alcuni oli essenziali (OE) che possono incrementare le capacità del nostro corpo di fare pulizia.
Chi cerca… trova
Anche la ricerca mette a disposizione numerosi contributi, ad esempio Takeshi Hariya e collaboratori hanno presentato in diversi simposi i risultati di ricerche in cui, utilizzando oli essenziali come quelli di Pepe, Finocchio, Estragone e Pompelmo, s’innescano meccanismi di stimolazione del metabolismo e delle attività emuntoriali.
Carezze per il Fegato
Alcuni OE agiscono sul fegato, stimolandone le funzioni metaboliche (Carota, Ginepro, Limone, Menta, Rosmarino) o con attività prettamente antiossidante (Mirto, Eucalipto).
Il massaggio delicato sull’area epatica con due o tre gocce di Carota (Daucus carota OE) e altrettante di Menta (Mentha piperita OE) diluite in un poco di olio vegetale o in oleolito di Elicriso, favorisce il ripristino dei tessuti del fegato e delle sue normali attività detossificanti.
Per alleviare i fenomeni infiammatori in presenza di lieve insufficienza epatica, si può fare ricorso agli oli essenziali di Achillea (Achillea millefolium OE), Zenzero (Zingiber officinale OE) e Carota, i primi due efficaci antiflogistici e drenanti epatobiliari e il terzo, come detto, stimolante della rigenerazione dei tessuti del fegato.
Per fare Plin Plin
Si conoscono molti oli essenziali che favoriscono l’eliminazione dei liquidi e la diuresi, ma quelli meglio caratterizzati sono l’essenza di Cipresso, che in apparente contraddizione viene usato anche nell’enuresi, e quella di Sedano.
Il Cipresso (Cupressus sempervirens OE) possiede un interessante spettro di proprietà che, nel loro insieme, definiscono il terreno individuale caratteristico, su cui questo olio essenziale meglio esprime le proprie potenzialità. È un tonico sistemico, un antinfiammatorio vascolare e linfatico utile in presenza di varici, edemi ed emorroidi e si dimostra particolarmente efficace nei soggetti in cui vi sia uno stato generale di rallentamento, dove è il fegato ad innescare la stasi e il sistema circolatorio e linfatico a subirne gli effetti.
Associato alle essenze di Achillea e Carota può intervenire su tutti gli ambiti interessati.
Alla Luce del Sole
L’OE di Sedano (Apium graveolens) può essere considerato un analogo del Cipresso (tonico, antinfiammatorio), ma con una più spiccata attività diuretica.
È bene ricordare che questo olio essenziale, seppure in rari casi, può agire come fotosensibilizzante o innescare fenomeni allergici.
Linfa che sale
Quanto al drenaggio linfatico, un’ottima risorsa è l’olio essenziale di Sandalo (Santalum album), non a caso capisaldo dei trattamenti ayurvedici delle stasi dei liquidi (kapha).
In alternativa può essere sostituito con quello di Sandalo delle Indie (Amyris balsamifera), meno efficace, ma più accessibile economicamente.
Mentre in aromaterapia per ottenere gli effetti diuretici e disinfettanti delle vie urinarie l’OE di Sandalo viene somministrato per via orale (una-due gocce, due-tre volte al giorno), per il drenaggio linfatico può essere associato alle essenze di Legno cedro (Juniperus virginiana) o Cipresso (due-quattro gocce di ciascuno in olio vegetale, a seconda dell’estensione dell’applicazione) per massaggi praticati seguendo le vie linfatiche e la direzione di scorrimento della linfa (verso l’alto e le succlavie).

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